In this field are documented the intersections of the Erasmus Plus project "My Words With Yours" with other projects related to translation and technology with partner institutions. Moreover, the opportunities for dissemination in the national and international context of the project are given

Galeotto fu il libro. E il traduttore?

Ogni volta che si scrive si traduce: è inevitabile. Ogni artista, infatti, per rendere reale e disponibile l'ideale lo deve tradurre in una tecnica. Questo fa lo scrittore: veste il suo pensiero di un determinato linguaggio, di un vestito unico nel suo genere.

Il mondo è indiscutibilmente ricco di centinaia, se non migliaia di lingue diverse che come vesti differenti rendono maggiormente giustizia ad uno o all'altro aspetto del pensiero.

Se allora il compito dello scrittore è quello di vestire l'impronunciabile, il traduttore lo deve svestire e rivestire di nuovi panni, stando attento, però, che i dettagli che prima risaltavano maggiormente, ora continuino ad essere valorizzati, anche in una circostanza diversa.

“La bocca mi basciò tutto tremante // Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse ”, così Dante nel V canto dell'Inferno paragonava il personaggio tipico del mito bretone “ Galehault ” a un libro. E nello stesso tempo paragonava il tramite amoroso tra Lancillotto e Ginevra, a quello tra Paolo e Francesca. Un libro era riuscito, nelle sue limitate pagine, a far esplodere un amore tanto grande da andare oltre ad ogni limite imposto dalla religione o dall'onore. Un manoscritto, da solo, era stato in grado di far germogliare un amore tanto illecito che avrebbe portato ad una tragica morte entrambi gli amanti, uccisi dalla gelosia del marito.